Scialpinismo sul Gran Sasso

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Cambiamo un po’ aria e immergiamoci nel cuore dell’Italia…sulla montagna più alta degli Appennini, il Gran Sasso.
Le nostre guide, Alberico e Davide,  hanno lasciato la loro traccia sui pendii di neve fresca insieme a un gruppo di appassionati scialpinisti…Questo il racconto della bellissima esperienza:

“Ottima l’idea di Davide di proporre un viaggio scialpinistico in centro Italia a febbraio.
Viaggio che combina molteplici attività partendo dallo scialpinismo su vette di 2.600-2.900 metri, visite all’architettura di caratteristici borghi medievali a sud del Gran Sasso, fino alla degustazione di specialità locali, di cui queste terre sono ricche.
Al richiamo di questa avventura hanno risposto delle persone appassionate di natura, panorami, avventura, scialpinismo e buona cucina per un sempre vivo scambio di impressioni ed emozioni.
Dal mare Adriatico siamo saliti ai 1450 metri di Rocca Calascio, che ospita un albergo “diffuso”, in cui le stanze sono le case del borgo ed occupano parte del paese medievale, molto caratteristico.
Il primo giorno siamo saliti al monte Camicia con un cielo terso e ventoso e con una bella spanna di neve fresca che ci aspettava intonsa per la discesa!
Il sabato ci siamo diretti a nord del massiccio e da Prati di Tivo siamo saliti verso il Gran Sasso. Con gli sci e dopo alcuni brevi tratti tecnici superati con piccozza e ramponi siamo arrivati al rifugio Franchetti. Qui, visto e sentito il vento fortissimo,  il gruppo si è dimezzato: alcuni hanno scelto il comodissimo locale invernale, alcuni hanno deciso di tentare la salita alla cima. Dopo alcune centinaia di metri, però, il vento è diventato impossibile da gestire e ci ha indicato che la salita finiva lì. Ma la delusione della mancata vetta è stata ripagata da un discesa strepitosa con neve fresca, pendii ripidi e panorami sul Corno Piccolo e sugli Appennini circostanti.
Chiaramente a Prati di Tivo non ci siamo fatti mancare un’abbondante merenda a base di prodotti locali, dai formaggi alla polenta ai salamini di cacciagione.
Domenica il tempo è stato ostile, con pioggia battente. E’ stata così l’occasione per visitare il centro storico terremotato di L’Aquila. La situazione è terribile, come spesso si è sentito dire: tutto il centro è transennato e le case hanno rinforzi esterni provvisori. Ormai non ci vive più nessuno….
Sicuramente torneremo sulle stupende cime del Gran Sasso, anche questa primavera se ci sarà l’occasione!”

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