Monte Bianco – L’attesa

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Una serie di report. Una storia che si costruirà con le parole di un alpinista, guida alpina, appasionato di montagna. Soprattutto dell’alta montagna. Come il Monte Bianco, il massiccio più alto delle Alpi. Sarà al suo cospetto per tutta l’estate. Sempre pronto a partire per accompagnare italiani, inglesi, francesi, persone di ogni nazionalità, sulla sua cima oppure lungo le bellissime creste che lo caratterizzano.

Ecco, quindi, il primo report di Tom:

“Sono arrivato a Chamonix da quasi una settimana e la mia vita da orso scaligero avesano si é già completamente rivoltata.
La meravigliosa cittadina chamoniarda é il templio mondano dell’alpinismo europeo e lo stile di vita si caratterizza dal connubio frenetico di feste e ascensioni severe.
Frenesia…mai un istante di riposo.
Il tempo é inquietante. Una perturbazione torrenziale si é stabilita sull’arco alpino occidentale e sta scaricando quintali di neve sul Mont Blanc.
Magari certe vie come la Red de Cosmique o la normale al Bianco dal Gouter verranno facilitate dal manto nevoso smussante ma altre come quelle del Cervino, certamente no.
Nel mondo delle Guide regna questa atmosfera di timorosa attesa come soldati che sanno che comunque dovranno andare al fronte ma che ora sono bloccati nelle retrovie.
Nel frattempo ci si tiene allenati come si può: un’ Aret de Cosmiques di corsa in un’ora, l’ascensione della rarissima Goulotte de Cosmiques in condizioni alquanto effimere, una sgambata da Chamonix a Plan Des Aiguilles di notte dopo Argentina-Olanda, qualche allenamento nella palestra dei militari e tanta tanta festa”.