Trekking Selvaggio Blu

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E’ terminato da poco uno dei trekking più conosciuti in Italia per la sua bellezza, ma anche per il suo impegno. Il nome, Selvaggio Blu, parla da solo. Un “ginepraio”, lo ha definito scherzosamente Davide, la guida alpina che insieme a Roberto, Monica, Sandra e Alberto  lo ha percorso a inizio luglio. Un ambiente veramente lontano da tutto, e vicino solo alla natura.

Foto e intervista a Davide a seguire…

Davide, nel complesso come valuteresti l’esperienza?

L’esperienza è stata bellissima. Il trekking è impegnativo per il terreno accidentato, la lunghezza del percorso, i passaggi esposti e con difficoltà alpinistiche, ma l’ambiente e il servizio della cooperativa Goloritzè ha reso tutto più bello.

Dicono che percorrere il Selvaggio Blu d’estate sia proibitivo …

Il meteo è stato buono. Avevo paura del caldo ma, a parte una giornata particolarmente afosa, siamo riusciti a sopportarlo abbastanza bene.

Come è stata l’organizzazione?

Siamo stati accompagnati da un ragazzo della cooperativa, Roberto, che abita nel paese di Baunei. Fa parte di una famiglia di pastori da generazioni e conosce alla perfezione il territorio e le usanze della sua gente. Ci ha fatto conoscere moltissime cose durante questi giorni, facendoci visitare gli ovili disseminati lungo il percorso e portandoci sui punti più belli e panoramici del trekking, spiegandoci la vita dei pastori e dei carbonai che hanno vissuto in queste zone. Il servizio della cooperativa è stato impeccabile, portandoci nei punti di arrivo i bagagli, le tende, il cibo e cucinandoci le specialità della zona secondo la tradizione locale. Il cibo era di ottima qualità e la cucina è stata molto apprezzata. Altro aspetto apprezzato è stata l’attenzione da parte di tutti alla salvaguardia e il rispetto dei luoghi.

Come era il percorso?

Ci  siamo dovuti impegnare tutti. Si è camminato dalle 5 alle 9 ore al giorno. Si sono dovute fare molte calate, fino 6 al giorno, anche di 50 metri, e superare alcuni passaggi in arrampicata fino al 4° grado. Si è quindi dovuto usare corde e imbragature.

Insomma, ripetereste l’avventura?

Certo! Sono stati tutti felici dell’esperienza…Io di più!