Racconto di una salita speciale: Monte Bianco, Aguilles du Dru

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Ecco l’entusiasmante racconto della nostra asp.guida alpina XM Lorenzo D’Addario.

Dicembre 2014 Dopo le “quattro stagioni di Vivaldi” lungo le nord dell’Eiger, Jorasses, Cervino e Adamello del 2014, l’idea di concludere con il couloir nord dei dru era allettante. Con il compagno Francesco, inseparabile in queste maratone, decidiamo di provare l’invernale sui dru. La finestra e’ quella buona, quella che ti fa pensare solo a scalare ma l’avvicinento dai montenvers e’ oltremodo lungo e faticoso l’ultima nevicata ci fa sprofondare al ginocchio. L’ambiente e’ da mancafiato, solitudine surreale, e i dru che svettano come baluardi inaccessibili sulle terre di confine. Si parte!! La via e’ stupenda e gia’ le prime placche dicono la loro, tutto procede anche il tempo che oggi pero’ e’ nostro nemico. Non abbiamo fatto il conto con babbo natale e domani e’ la vigilia e nessuno dei due vuole mancare l’appuntamento con i propri cuccioli. Au revoir dru!!!
Aprile 2015 le condizioni sono perfette i dru ci aspettano, l’attacco diretto e’ in condizioni. Oggi cambiamo ” le metode” l’avvicinamento lo facciamo dai grand montets e la tattica e’ perfetta. Due ore e siamo sotto la via. Il bivacco e’ da grand hotel, il piano prevede una bella dormita sotto le stelle, alle tre sveglia alle quattro partenza. I primi 300 m corrono via veloci e alle prime luci siamo sui 4 tiri duri della diretta. Uno piu’ bello dell’altro… delicati fisici glaciali e rocciosi ce n’e’ per tutti i gusti. Scalata entusiasmante e di gran soddisfazione!!! Fuori dal duro corriamo per raggiungere la vetta dei dru e con 400 m di couloir arriviamo alla breche. Una bevuta e di nuovo su per la nostra tanto amata cima.
“Quassu’ non vivo in me, ma divento una parte di cio’ che mi attornia. Le alte montagne sono per me un sentimento.” L.Byron