Mont-Blanc Via “Pinocchio” tra roccia e ghiaccio

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Ecco un altro episodio tratto dalle tante salite effettuate da Lorenzo D’Addario, a.guida alpina XMountain.

Era il 30 marzo 1994 quando Laurence Gaualult e Stevie Haston, moglie e marito, aprirono questa stupenda linea di misto al Triangle de Tacul…

Aprile 2015

L’alta pressione è venuta a bussare prepotente alla porta, è maleduazione non rispondere! Tra i mille impegni io e Francesco ci ritagliamo una due giorni di Goulotte al Tacul, l’obbiettivo è “Pinocchio”.Saliamo con la prima funivia dal Torino e calzati gli sci in un battibaleno siamo all’attacco. Vestizione, pronti via!!La via è meravigliosa… un susseguirsi di fessure, placche e diedri, l’arrampicata è divertente e mai pericolosa grazie alle ottime protezioni che si riescono a posizionare: seti completo BD fino al tre e sei, viti da ghiaccio preferibili le corte. Dopo il crux del quarto tiro da cui molti si calano, la via continua a far parlare di sé con tiri sempre vari ed interessanti. Gli ultimi due offrono  un  bel bombe’ glaciale  e dulcis in fundo un bel passo di misto dopo una sezione su ghiaccio.  La via e’ data M6+/M7, l’ambiente come sempre in bianco e’ unico, e una serie di buone doppie  ci depositano alla base in un lampo. Pronti per pellare e salire al Flambeau giusto in tempo per un piatto di minestra.  Dati tecnici: Avvicinamento dal Torino con sci e breve ripellata in circa un’ora e mezza all’attacco. Attacco: puntare alla Ponte Lachenal e lasciandosela sulla destra salire la lingua glaciale che scende dall’estrema propaggine destra del Triangle de Tacul. Attacco appena a destra della classica Modica-Noury. Materiale set completo friend fino al 3 BD, 6 viti di cui 4 corte. Tempi calcolare per la salita sino alla breche dalle 6-8 ore. Discesa in doppia ottimamente attrezzate lungo la linea di salita o sulla vicina “scotch on the rock”: 1 ora Rientro al Torino dopo una breve discesa ,ripellare e salire al Flambeau in  circa 2 ore.

“Senza tecnica non c’e’ arrampicata, senza natura neppure.” Reinhard Karl 

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