Monte Bianco. Una meravigliosa salita di fine stagione

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Fine stagione. Chamonix, di colpo, si è svuotata di turisti, e insieme ad essi anche i servizi che portano in quota hanno smesso di funzionare.   Fermi i trenini per il Nid de l’Aigle eper  la Vallée Blanche; fermi i servizi-funivia di Les Houches. Arrivederci al prossimo anno.
Il Monte Bianco si fa più difficile, a causa degli avvicinamenti lunghi, tanto più affascinante perché solitario.
Ed è un questo scenario di fine stagione che vi racconto di Davide.
La sua storia inizia a luglio, quando prenota la sua salita al Bianco per il mese in corso ma si vede sfumare diverse occasioni per la salita a causa del meteo avverso e della difficoltà nel prenotare i rifugi. Lui non molla, continua ad allenarsi per il suo sogno nel cassetto: salire sul tetto d’Europa.

E’ il 29 settembre, ormai è tutto chiuso, anche il rifugio Gouter sta gia facendo i carichi in elicottero per svuotare e chiudere la stagione. Ma si apre una finestra di bel tempo, così il rifugista mi conferma che ancora una notte resta su e che possiamo salire. Spiego a Davide che questa volta è tutto perfetto, ad eccezione dei servizio di accesso che non ci sono, lui mi conferma con un determinato “Beh noi ci proviamo comunque”. Mi metto in moto per cercare qualche servizio che ci permetta di arrivare alti e alla fine trovo una jeep autorizzata a portarci da Saint Gervais a Bellevue (1729mt). Da qui inizierà una lunga e affascinante avventura.

Il primo giorno saliamo lungo i 2000 metri che ci dividono da Rifugio Gouter, con calma, per mantenere le forze. Alle tre di notte ci svegliamo, colazione, un momento di panico per una frontale persa, poi usciamo: c’è un po’ di vento. Ma non è freddissimo, così partiamo. Una breve pausa al bivacco Vallot per riprendere forze e fiato e poi saliamo in cima. Lassù siamo soli. Ci gustiamo il panorama del mare di nuvole sull’Italia e poi giù fino a valle per più di 3000m di  affascinante discesa, con i continui cambi di colori e paesaggi.

Insomma, la determinazione ci ha premiato!

Federico Camangi