L’Arte di Chiodare.

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Al King Rock di Verona, giovedì 12 gennaio si è tenuto il primo di una serie di incontri che vedono le Guide Alpine XMountain, le rappresentanze della LAAC e alcuni chiodatori storici del territorio veronese impegnati in un intento comune: mettere giù delle buone linee-guida per fare un lavoro a regola d’arte.

Il cambiamento è una premessa, un’opportunità, una conseguenza.
Si cambia per innumerevoli motivi: per evolvere, per migliorare, per un cambio di visione o di prospettiva, per curiosità. Oppure perché il contesto in cui viviamo sta cambiando e noi ne siamo inevitabilmente parte.
I cambiamenti ci sono sempre stati, ma c’è di più: essi sono necessari.
Questo vale per ogni cosa, dalle dinamiche mondiali alla nostra vita quotidiana. E, quindi, vale anche per l’arrampicata che, senza dubbio, è il punto di interesse che convoglia l’attenzione di chi in questo preciso istante sta leggendo. Dai neofiti, agli appassionati, agli esperti, agli atleti, ai nostalgici.
Ebbene sì, in arrampicata, da tempo, è in atto un cambiamento che l’ha vista passare da metodo di allenamento per l’alpinismo a disciplina sportiva accessibile a tutti , per tutte le età.
Se fino a 30 anni fa i frequentatori di falesie erano alpinisti o comunque esperti conoscitori dei pericoli da valutare, oggi non è più così: molti praticanti imparano ad arrampicare nelle palestre indoor, vengono a conoscenza di determinati standard di protezione che tengono come punto di riferimento assoluto anche quando arrampicano in falesia. Ma fuori, si sa, non è come arrampicare su prese colorate, né tutto è sotto controllo.
Dunque, che fare? Nel territorio veronese in particolare, la questione è stata presa in carico dalle guide alpine XMountain, dalla LAAC e da alcuni chiodatori storici. Tutti concordi nel voler perseguire un grande obiettivo: studiare più da vicino questo cambiamento, cercando di individuare una strada comune da percorrere insieme, con direttive condivise dall’intera comunità.

Si è iniziato con una serata in cui 3 relatori hanno toccato alcuni aspetti fondamentali per chi con
grande passione è sempre alla ricerca di nuove pareti su cui arrampicare e per chi ha un occhio di riguardo nel mantenere in buono stato i siti storici.

Nicola Tondini ha introdotto l’argomento evidenziando come l’arrampicata sportiva è mutata in questi anni e sottolineando la necessità di classificare i siti naturali per l’arrampicata, distinguendo il terreno dove è necessario rispettare protocolli e quello dove rimane la libertà di operare, auspicando che anche in quest’ultimo caso si tengano i considerazione le indicazioni per far risultare una linea un bel tiro da arrampicare in tutti i sensi: dalla sua bellezza alla sua adeguata protezione.
Tommaso Dusi, in qualità di avvocato e Guida Alpina, ha tracciato le linee di responsabilità;
Cristiano Pastorello, in qualità di dottore in scienze forestali, ha dato delle precise indicazioni sugli endemisti della zona Veronese a cui è importante prestare attenzione;
Nicola Tondini, in qualità di Guida Alpina e ingegnere, ha mostrato le indicazioni tecniche per chiodare o ri-chiodare bene.
Gli argomenti trattati nel corso dell’incontro di giovedì 12 gennaio sono stati raccolti in slide e sono a disposizione di tutti, gratuitamente. Se siete interessati a ricevere il materiale, scrivete a Nicola Tondini, guida alpina XMountain, al seguente indirizzo: nic@xmountain.it.