Trasferta ad Osp per il gruppo agonistico del King Rock.

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Gennaio 2017.

Come ogni nuovo anno, anche un anno “arrampicatorio” che si rispetti deve cominciare all’insegna dei buoni propositi. Così è per il gruppo agonistico del King Rock , che si prepara ad un anno pieno di obiettivi e di progetti in cantiere.
Noi crediamo che un modo davvero efficace per dedicarsi agli impegni dei prossimi mesi sia, oltre ad allenarsi, stare insieme, con l’intento di conoscersi meglio, al fine di creare complicità ed affiatamento rafforzando, così, lo spirito di squadra.

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Per questo abbiamo deciso di inaugurare il 2017 con 5 giorni in “trasferta”, per raccogliere concentrazione e nuove energie e, perchè no, fare anche una meritata vacanza insieme dopo questi primi tre mesi di gare con bei risultati (e in vista delle prossime!).
Siamo partiti il 2 gennaio, direzione Slovenia: un gruppo composto da 12 agonisti, accompagnati da noi allenatori e dalla guida alpina Nicola Sartori.
Destinazione Osp, un paesino vicino al confine italiano, dove si trovano falesie che variano dalle vie di placca a quelle appoggiate e strapiombanti. Data la sua esposizione al sole, la falesia di Osp (e falesie limitrofe, quali Misja Pec e Crni Kal), sono adatte per scalare nel periodo invernale.

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Il primo giorno abbiamo rotto il ghiaccio proprio alla falesia di Osp: un bellissimo palcoscenico interamente esposto al sole e situato sopra il caratteristico paese. Il tempo incerto e le basse temperature ci hanno indotto a passare il giorno successivo nella palestra di arrampicata di Sezana. Una tappa prevista in ogni caso, poiché ci eravamo precedentemente accordati per incontrare la squadra slovena con l’allenatore Luka Fonda e la campionessa Mina Markovic (Coppa del Mondo 2011/2012).

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I nostri atleti hanno effettuato delle sessioni di allenamento boulder con la presenza dell’allenatore Luka Fonda: ne è nato un confronto positivo ed entusiasmante tra le due squadre, da cui sono emersi molti punti in comune.

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Abbiamo voluto combinare questo incontro perchè riteniamo che il confronto sia  la strada migliore per crescere, per abituarsi ad una competizione sana, ma anche per rapportarsi serenamente con gli altri, al fine di dedicarsi alle gare (e all’arrampicata in generale) in modo positivo, senza stress e ansia. Non solo: misurarsi con l’esterno contribuisce a cementare il legame all’interno della squadra e con gli allenatori, creando un rapporto sempre più solido, dove il dialogo e lo spirito di squadra si sommano alla capacità di supportarsi reciprocamente.

Per noi questa è la competizione più ambita e vogliamo vincerla. Ma ora al lavoro: ci attendono 6 mesi di gare!

Roberto Frazioni
Enrico Veronese