I primi passi dei corsisti nella dimensione verticale raccontati dalla guida alpina Michele Macrì.

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Avvicinarsi al mondo dell’arrampicata, come tutte le esperienze fatte per la prima volta, è un momento di grande entusiasmo e curiosità. Si scopre una dimensione inedita, quella verticale, si imparano nuovi schemi motori, per muoversi in parete sempre meglio e con una padronanza del movimento  che, nel tempo, migliora sempre di più.
Ma cosa pensano le guide alpine del vostro “primo incontro” con il mondo verticale? Ce lo racconta Michele Macrì, la nostra guida alpina XMountain.
Buona lettura  e… buone arrampicate!

I primi passi dei corsisti nella dimensione verticale raccontati dalla guida alpina Michele Macrì.
Anche quest’anno i numerosi corsi di 1° e 2° livello (Base e Avanzato) hanno portato tante persone ad avvicinarsi alla dimensione verticale. Muovere i primi passi su pareti dapprima leggermente inclinate, poi verticali, quindi strapiombanti, imparando tecniche e schemi motori da utilizzare nelle diverse situazioni, ha creato un folto numero di praticanti che dal nulla hanno iniziato a muoversi con disinvoltura sulle pareti. Prima con la sicurezza della corda dall’alto, poi nella progressione da primo di cordata. Ma sempre in una struttura indoor. Per chi invece ha portato a termine il corso avanzato è arrivato anche il momento di mettere le mani sulla roccia. Ricordo ancora la voglia, il timore, l’incertezza, la paura, l’emozione che mi accompagnavano nelle prime uscite in quelle che una volta si chiamavano palestre di roccia. Per chi ha iniziato ad arrampicare il secolo scorso! 🙂 , la roccia era la scelta obbligata. Ma i tempi cambiano e così anche il tipo di approccio.
Così le palestre di roccia di antica memoria sono diventate falesie per la pratica dell’arrampicata sportiva. Cambiano i tempi ma non le emozioni, gli stati d’animo di chi si appresta per la prima volta a scalare in un contesto ancora sconosciuto. E adesso che sono io ad accompagnare queste persone nel loro percorso di crescita, rivedo in loro atteggiamenti ed emozioni che mi appartenevano. Per loro si tratta ora di trasferire su roccia le abilità che hanno acquisito sulle pareti indoor. Il passo è breve, dopo pochi tiri di corda la perplessità iniziale svanisce, l’altezza fa meno paura e con le braccia gonfie ma arricchiti da questa nuova esperienza si possono gustare il meritato riposo e sognare nuove salite. Ho aperto loro una finestrella sul mondo. Un piccolo mondo verticale fatto di roccia, ambiente naturale, nuove amicizie, emozioni. Un modo che potrebbe diventare vastissimo…ma forse già lo è abbastanza.

Michele Macrì