La Direttissima alla Cima Scotoni.

Può nascere un capolavoro di via …’per scherzo’? E’ stato un po’ questo l’approccio iniziale alla realizzazione della Direttissima alla Cima Scotoni. Una via cominciata con un tempo incerto e che oggi, finalmente terminata, è una linea straordinaria di difficoltà sopra l’8a. La via nasce con un intento ben preciso: unire passato e presente. In passato, ai tempi delle direttissime, si sceglieva una linea che doveva passare per le “pance” più pronunciate della parete, spesso evitate dagli altri. Il presente consiste nel salire in arrampicata libera (senza resting, in mezzo ai passi obbligati tra le protezioni) senza forzare, con passi in artificiale e sperando di non dover ricorrere a protezioni ad espansione. Anzi: puntare a proteggersi, per quanto possibile, solo con friends.
Una bella scommessa, per un alpinista come Nicola Tondini che, oltre ad una grande preparazione tecnica, fisica e mentale, si lascia guidare anche da un infallibile istinto.

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L’apertura è costata 10 giornate di lavoro, con diversi compagni di cordata coinvolti: in primis Ingo Irsara e Andrea Somonini, con cui Nicola ha condiviso la maggior parte delle giornate in parete; poi con il contributo di Nicola Sartori e Luca Montanari per le giornate dedicate agli strapiombi centrali,  e infine Luca Gelmetti, Federico Carollo e Lorenzo D’Addario per le 3 giornate dedicate alla rotpunkt.
La roccia si è rivelata più generosa del Sass dla Crusc e il sogno è finalmente diventato realtà…due settimane fa!
Ora c’è una linea davvero superba che parte dal punto più basso, sale diritta fino alla cima passando per gli strapiombi delle tre sezioni della parete. E’ stata aperta senza alcun passo di artificiale e senza spit lungo i tiri (gli spit sono stati utilizzati solo per realizzare, in modo sicuro, 9 delle 24 soste), per una difficoltà che arriva all’8b. I cliff sono stati utilizzati solo per piantare i chiodi ora presenti in parete e non per fare resting tra i passaggi obbligati.
La Direttissima alla Cima Scotoni è forse una tra le pochissime vie in Dolomiti su difficoltà sopra l’8a, aperte in questo stile.
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Ecco, in sintesi, i numeri della via: 3 tiri tra l’8a e l’8b, 4 tiri di 7b/7b+ con protezioni lontane e da integrare, 5 tiri di 7a/7a+ spesso totalmente da proteggere ed altri 12 tiri dal V° al 6c. Totale: 24 tiri con 15 soste a chiodi e 9 soste a spit.
In bocca al lupo a chi vorrà ripeterla!

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