CORSO BASE DI ALPINISMO MODERNO 2017. Riflessioni…ed emozioni!

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Alzarsi la mattina molto presto, mettere il naso fuori dal Rifugio a metà tra il torpore del sonno che ancora invade i nostri corpi infilati nei piumini e il freddo già troppo pungente, scorgere le prime luci dell’alba, vedere subito le cime intorno che il sole nascente pian piano illumina sempre di più. E condividere tutto questo con altre persone che, insieme a te, stanno percependo le stesse emozioni. Non parlarsi, non guardarsi, ma capirsi perfettamente. Sono sensazioni che non si spiegano a parole: bisogna viverle e basta.

Anche quest’anno, il corso di Alpinismo Moderno è stato un mix di cose: appuntamenti, telefonate, raccomandazioni, ripassi, avvisi, consigli, suggerimenti. E ancora: risate, stupore, divertimento, curiosità, voglia di imparare, di migliorarsi, di fare bene, di prefiggersi nuovi obiettivi. 
Non mi stancherei mai di stare in mezzo a tutto questo caos! Vedere tanti allievi nuovi e felici di questo percorso è una soddisfazione impagabile. L’alta montagna, poi, è un ambiente estremamente affascinante e magnetico: ci unisce, ci rende affiatati, ci fa sentire stretti in un obiettivo comune e ci rende tutti davvero felici.

I 4 giorni di corso, suddivisi in 2 week end, prevedevano salite in alta montagna su terreno misto roccia, neve e ghiaccio. Le condizioni di quest’anno, dovute alla scarsità di precipitazioni e alle temperature anomale, hanno reso le lezioni molto interessanti e particolarmente concentrate sulla sicurezza in ambiente: prevedere una attenta valutazione della via di salita, gestire la cordata per evitare pericoli sono solo alcuni aspetti di ciò che abbiamo analizzato.
Nella fase “base” del corso tendo a scegliere itinerari facili, per dare modo agli allievi di lavorare autonomamente, al fine di responsabilizzarsi e testare con mano ed in prima persona le scelte che devono prendere, con consapevolezza e in sicurezza. Dopotutto, alla fine del corso, devono essere in grado di scegliere l’itinerario più appropriato per la loro esperienza e per quella dei loro compagni di cordata.

Ma se durante il giorno si lavora tanto, la sera il divertimento è d’obbligo! La vita in rifugio, la compagnia, ma soprattutto la mancanza di tv, connessione internet ed altre distrazioni, ci fanno piombare in una dimensione “sociale” alla quale quasi non siamo più abituati, fatta di racconti, chiacchiere, aneddoti e tante tante risate!

“Chi si dà all’alpinismo con i soli muscoli si ritrarrà da esso dopo pochi anni. Chi è alpinista col cervello e col cuore saprà trovarvi valori tutta la vita”. Ma non dimenticate dei buoni compagni di cordata!

Luca Montanari

 

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